giovedì 14 aprile 2016

Dal sogno di danzare alla medaglia, la storia di Eugenio e Francesca

Dal sogno e la passione per la danza alla medaglia d'oro ai Campionati Italiani. La storia di Eugenio Migliaccio e Francesca Rossi, 16 e 14 anni, è di quelle che emozionano. Lui, paralizzato dalla nascita, vedeva la mamma ballare nell'accademia Shall We Dance di San Giorgio a Liri, in provincia di Frosinone. Ne era attratto, la musica lo coinvolgeva come nessuna altra cosa nella sua vita.  


Questo aspetto colpì l'insegnante della scuola Rocco Evangelista che ebbe l'idea di provarci. Voleva far ballare il ragazzo e provare a fargli realizzare questo sogno. Ma l'impresa era di quelle titaniche. Eugenio è paralizzato dalla vita in giù e fino a quel momento faticava a muovere le braccia nonostante le lunghe sedute di fisioterapia. In principio la mamma era scettica, ma poi si rese conto che l'intuizione del suo maestro era quella giusta. 
Rocco iniziò a prepare Eugenio dalle basi. Allenò le sue braccia con esercizi specifici volti a migliorare la mobilità e la forza. Grazie alla forza di volontà del ragazzo i risultati si mostravano evidenti di giorno in giorno. E così quella che nacque come un'idea divenne pian piano realtà. Ma Eugenio voleva esibirsi, andare ancora oltre. E così il suo insegnante decise di cercare una partner e creare un binomio speciale. La scelta fu facile e caddé sulla cugina Francesca Rossi, ballerina di danza latino americana. Tra loro due c'era già un grande feeling al di fuori dell'Accademia e fu facile portare questo rapporto anche sulla pista da ballo. I due si fidavano ciecamente l'uno dell'altro.   
Ovviamente non fu facile. Come spiega la ragazza intervistata su Reti Solidali  all'inizio gli errori furono molti. Colonne e muri rovinati, battiscopa spaccati. Non fu semplice imparare a ballare e a gestire una sedia a rotelle che a volte perdeva il controllo. Così provarono a "legare" i due con un telo. Francesca gestiva quei movimenti mentre Eugenio migliorava sensibilmente le "prese" e i movimenti con le braccia. Pian piano si stava creando quell'armonia tra passi di danza e musica che Rocco cercava. "La carrozzina non è un ostacolo, ma uno strumento", diceva ai due. Arrivarono i primi spettacoli, poi la decisione. "Andiamo al Campionato italiano di Danza sportiva Paraolimpica". Una scommessa, una sfida. E fu subito medaglia, la più lucente. Vinserò l'oro stupendo tutti. Realizzando un sogno che per loro rappresenta solamente un punto di partenza.